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Documento senza titolo Piano Battaglia, impianti sciistici
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Sagre PDF Stampa E-mail

"Sagra della Frittedda"
ISNELLO
- 30 Aprile -

Ogni anno il 30 Aprile a Isnello in occasione della Festa del SS. Crocifisso di Santa Maria, prende vita la "Sagra della Frittella", in cui, vengono cucinati prodotti agricoli dell' anno come piselli, fave finocchietto selvatico, carciofi, ecc... con abbondante olio d' oliva ad ottenere una "frittella". Questa viene quindi distribuita a tutti i partecipanti insieme ad abbondante vino locale. Oltre a quest vi è anche la Sagra della fave di S. Pietro, oltre ad altre Sagre organizzate in estate come quella della ricotta...

 

"Sagra del pane"
CALTAVUTURO
- 18 Giugno -


In tutti i paesi madoniti, ogni anno si svolgono manifestazioni e feste folcloristiche. Il 18 giugno a Caltavuturo in occasione della festa di S.Calogero,prende vita la "Sagra del Pane",in cui le donne di ogni famiglia preparano del pane dalle forme raffinate,raffiguranti bambini,animali domestici,mani,piedi ecc.I festeggiamenti si svolgono nella Chiesa dell'Immacolata e iniziano il sabato che precede il 18 giugno per concludersi la successiva domenica sera.Nel pomeriggio di sabato,nella piazza accanto la chiesa,viene celebrata la S.Messa e benedetto il pane.Poco prima dell'inizio della Messa si ode, in lontananza,la musica della banda,a questa ne segue un'altra e un'altra ancora:più di dieci bande,provenienti da diversi paesi,si esibiscono tra le vie del paese.Al termine della Messa viene distribuito il pane a tutti i presenti.L'indomani pomeriggio dalla chiesa,ha inizio la processione.

 

"La giostra dei Ventimiglia"
CASTELBUONO E GERACI SICULO
- prima settimana di Agosto -

La giostra dei Ventimiglia rievoca una manifestazione in cui centinaia di personaggi in costume rappresentano un avvenimento storico legato alla famiglia Ventimiglia e alla loro contea.
Nel 1440, Giovanni I Ventimiglia ottenne il titolo di Marchese di Geraci,mentre nel 1595 Giovanni III Ventimiglia venne insignito del titolo di Marchese di Castelbuono.Secondo la leggenda,il castello di Castelbuono era stato costruito nel 1316 da Francesco per sfuggire ai freddi inverni di Geraci,ma molto probabilmente era per difendere quell'area dagli attacchi provenienti dalla costa.
Per ricordare questa nobile e potente famiglia,e per far rivivere e conoscere significativi momenti storici del passato,nelle due cittadine che furono sedi della corte dei Ventimiglia,superando ogni sorta di campanilismo che tendeva a privilegiare una manifestazione piuttosto che l'altra,tra gli organizzatori è prevalsa l'idea di creare un'unica manifestazione (La Giostra dei Ventimiglia.)
Ogni anno,perciò,in seno alla festa,viene rievocato un "avvenimento lieto",della corte dei Ventimiglia:il battesimo del primogenito,il fidanzamento o il matrimonio del Conte,la visita del Conte al castello di Geraci,ecc.Alla fine della rievocazione,per dare risalto ai grandi avvenimenti si svolgono dei giochi cavallereschi.
Nel 1995,è stata rievocata la visita del Conte a Geraci.Il momento più intenso e suggestivo dell'intera manifestazione è stato l'inizio del corteo,quando i personaggi in costume d'epoca sono usciti dal portone del castello di Castelbuono discendendo per l'imponente scalinata e trasferirsi poi a Geraci,dove l'arrivo della corte è stato accolto con grande solennità dal popolo che ha consegnato le chiavi della città al Conte.In suo onore sono stati organizzati giochi e spettacoli di musica medievale.

 

"Il ballo della cordella"
CASTELLANA SICULA E PETRALIA SOTTANA
- prima domenica dopo Ferragosto -


Il Ballo della Cordella ha origini molto antiche. Un tempo veniva eseguito nel periodo della mietitura del grano, nelle campagne che si estendono tra le due Petralie e Castellana Sicula. I contadini, ultimati i lavori nei campi, si riunivano attorno ad alcune aie disseminate per i campi, e davano vita ad un caratteristico e spettacolare ballo che si svolgeva attorno ad un’asta.Intorno al 1950 ,il ballo è stato ripreso e riproposto in versione folcloristica, e oggi viene eseguito da due locali gruppi folcloristici di Petralia Sottana e Castellana Sicula. A Petralia Sottana,la prima domenica successiva al 15 agosto, si svolge una sfilata in cui viene rievocato l’antico Corteo Nuziale che precedeva la celebrazione di un matrimonio. La sfilata viene aperta da alcuni gruppi folcloristici, a questi seguono alcuni giovani che impersonano la sposa, lo sposo e i parenti di questi ultimi, tutti in costumi d’epoca e su cavalli riccamente bardati; infine il gruppo del Ballo della Cordella. La sfilata ha inizio nei pressi del Collegio di Maria e, si dirige verso Piazza Duomo. Giunti nella piazza, l’intero corteo entra nella Chiesa Madre. L’immagine creata dai costumi d’epoca e dalle variopinte cordelle che pendono dall’asta, fanno da sfolgorante scenografia alla celebrazione del matrimonio. Ultimata la cerimonia, il corteo si dirige verso il campo sportivo dove, in onore degli sposi, viene eseguito il Ballo della Cordella. A Castellana Sicula, il ballo viene eseguito in occasione di una manifestazione folcloristica che si svolge nel mese di agosto. A Passo l’Abbate, località sita nella immediata periferia di Castellana, vengono ricostruiti angoli in cui si ripropongono attività lavorative. Si trovano qui, infatti, i mercati con relativi recinti e capanne, dove, sotto gli occhi di curiosi e di turisti, viene trasformato il latte in prodotti caseari; il forno a legna per la panificazione, costruito con mattoni di terracotta; gli attrezzi di lavoro di contadini, pastori, boscaioli; l’aia dove viene trebbiato il frumento. Il ballo viene eseguito da dodici coppie, che rappresentano i dodici mesi dell’anno, attorno ad un’asta alta circa 3 metri e che porta alla sommità un mazzo di spighe intrecciate, simbolo del prodotto della terra, dalla quale pendono diverse "cordelle" (una per ogni membro del gruppo) che vengono tenute in mano dai ragazzi e dalle ragazze. Le coppie danzano al ritmo di una particolare tarantella e, sotto la guida di un membro del gruppo chiamato capurali, danno vita a quattro figure, quante le stagioni dell’anno, che rappresentano nell’ordine l’aratura, la semina, il germogliare e la raccolta. La struttura utilizzata per il ballo rappresenta l’"albero della vita", simbolo della rigenerazione della natura e del susseguirsi ciclico delle stagioni.

 

"La sagra delle nocciole"
POLIZZI GENEROSA
- Prima Domenica dopo Ferragosto -

Una vasta area del territorio di Polizzi Generosa, è l’unica delle Madonie ad essere destinata, da diversi secoli, alla coltivazione delle nocciole, un frutto per la produzione di alcuni dolci. Per contribuire a promuovere il prodotto, intorno al 1950 è stata ideata la Sagra delle nocciole, una manifestazione che si svolge l’ultima domenica di agosto, quando il frutto ha quasi raggiunto la maturazione e può già essere piacevolmente consumato. Scopo della manifestazione è anche quello di riscoprire usi e costumi della cultura tradizionale contadina. In occasione della Sagra delle nocciole, negli slarghi che si aprono lungo la via principale della cittadina, vengono ricostruiti da gruppi di giovani dei veri e propri angoli che riproducono le più importanti attività di vita campestre, come a mannara, u pagghiaru, u parmiantu, e di vita paesana, come u scarparu, u furgiaru, u vardiddaru: sono le "bancarelle" la cui preparazione inizia anche con largo anticipo sull’evento. Nel giorno dei festeggiamenti si assiste, così, alla messa in scena di alcuni momenti di vita quotidiana del passato: ecco u picuraru che munge le pecore rinchiuse nei recinti per poi trasformare il latte in latticini; u scarparu che cuce e ripara vecchie scarpe; u furgiaru che sostituisce i ferri negli zoccoli dei cavalli; u furnaru che impasta la farina e inforna il pane; u mulinaru che macina il frumento; gruppi di donne che, raccolte in un cortile, lavorano all’uncinetto; il cantastorie che, nel giorno di festa, allieta la serata di chi finalmente può godere di un po’ di riposo. È possibile inoltre degustare prodotti tipici appena realizzati come: la tuma, formaggio fresco appena preparato; la ricotta con il siero; a scacciata, pane caldo condito con olio, formaggio e pepe; i cudduruna, pasta appena lievitata, fritta e ricoperta di zucchero. Nel pomeriggio, lungo le vie principali di Polizzi Generosa, si snoda una sfilata con antichi e tipici carretti siciliani.


 

"La vecchia abita in un antro"
GRATTERI
- 31 dicembre -

In molti paesi madoniti, nella tarda serata, la notte di San Silvestro, bambini e ragazzi suonando campanacci annunciavano l’arrivo della Befana. Con il passare del tempo, tale usanza si è affievolita fino ad essere del tutto soppiantata. Solo a Gratteri, è stata ripresa in funzione folcloristica intorno agli anni Settanta. In un monte che si erge di fronte l’abitato, vi è una grotta, chiamata Grattara, che viene ritenuta da tutti i bambini del paese l’abitazione della Vecchia: qui, la sera del 31 dicembre, tra la gioia dei bambini e l’entusiasmo degli adulti inizia la manifestazione. A Vecchia, cioè la Befana, solitamente viene impersonata da un ragazzo che, avvolto in un lenzuolo bianco, esce dalla grotta a dorso di un asinello e percorre il tortuoso sentiero che, a serpentina, taglia tutta la montagna e si dirige verso il centro abitato. L’inizio della manifestazione viene clamorosamente preannunciato dal suono di un corno. Seguono la Vecchia, diversi ragazzi di Gratteri che indossano costumi tradizionali: camicia bianca, gilet, giacca e pantaloni di velluto scuro, coppola, fazzoletto al collo, scarpe di "pelo". Tutti i ragazzi, inoltre, portano con sé una torcia. L’effetto che si ha, seguendo il corteo dal paese, è quello di vedere un enorme serpente di luci. Giunta nel centro abitato, la Vecchia fa il giro delle stradine, e durante il percorso distribuisce a tutti i bambini caramelle, dolci e regali, presi precedentemente in consegna dai familiari dei bambini. Poco prima della mezzanotte, tra l’esplosione di mortaretti e petardi, il corteo si conclude nella piazza principale di Gratteri, ove si dà luogo alla singolare e suggestiva Vanniata di festi di l’annu. Tale manifestazione consiste nel "processare", in pubblico e con grande ironia, tutti i fatti locali e nazionali più interessanti, verificatisi nel corso dell’anno. A mezzanotte in punto, infine, si dà il benvenuto al nuovo anno con un brindisi collettivo.