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Pagina 1 di 3 Modi di dire della cucina siciliana
La fami è la megghiu cucinera.
La fame è la migliore cuoca.
A pocu pani lu corpu s'insigna. Cu fa accussì la spisa sparagna.
Chi mangia poco ha il vantaggio di fare la spesa spendendo poco.
Farisi na panza quantu na ciaramedda.
Farsi la pancia quanto l'otre di una cornamusa.
Essiri nutricatu a passuli e ficu.
Farsi nutrire a uva passa e fichi.
Priricari lu diunu a panza china.
Chi ha la pancia piena dice agli altri di digiunare.
Lu saziu nun criri a lu diunu.
Colui che è sazio non crede a chi è digiuno.
Cu mancia fa muddhichi.
Chi mangia fa briciole.
Mancia ca ti rapi u pitittu.
L'appetito vien mangiando.
Rizzi, pateddi e granci, spenni assai e nienti manci.
Ricci,patelle e granchi,spendi molto e poco mangi.
Tri sunnu li boni muccuna,ficu,persichi e muluna.
Tre sono i buoni bocconi,fichi,pesche e meloni.
Ta manci a spisa!
Hai un grand'appetito!
Unni accatta u pani to pà!
Dove compra il pane papà!
Mittiennu u pani sutta i rienti,u pitittu sa risienti.
Mettendo il pane sotto i denti,l'appetito ritorna.
Quannu a panza è china, pari aira a racina.
Quando la pancia è piena, l'uva sembra acerba.
LA CUCINA DI UNA VOLTA
La cucina tradizionale siciliana è essenzialmente povera, e si basa sui prodotti della terra, il cui consumo rivela una condizione di vita sociale poco evoluta.
A proposito ricordiamo l'immagine scomparsa del carrettiere che nei suoi giornalieri viaggi usava portare una scorta di olio,pasta,aglio e peperoncino,con padella sistemata sotto il carretto per potersi preparare un frugale pranzo.
Infatti non sono da dimenticare le attuali iniziative di chiudere una nottata tra amici con una pasta "all'agghiu e l'ogghiu".
Il pranzo giornaliero del povero consisteva in un piatto di verdura cotta la mattina, pane e sarda salata oppure olive a mezzogiono, per finire con una cena a base di minestra.
L'attuale successo delle trattorie locali corrisponde poco o niente alla ricerca di cibi caserecci. Nei più sperduti paesi siciliani si rischia di trovare menù turistici a base di panna, mentre addirittura oggi piace ai giovani condire la pizza col ketchup.
Si troveranno allora qui, per scelta, ricette poco comuni per offrire quanto sia possibile l'occasione di scoprire alcuni aspetti della cucina siciliana di una volta.
GANGI
Ova a sucu di gaddina
Per sei persone: 6 uova sode, un cucchiaio di salsa per ogni uovo, 1
cipolla, prezzemolo, sale, olio q.b., 50 gr. di formaggio grattuggiato, 100 gr. di pecorino fresco a fettine.
Si tagliano a metà le uova, si infarinano e si friggono dalla parte del tuorlo a fuoco lento.Utilizzando lo stesso olio si frigge a parte la cipolla tagliata a fettine sottili. Si aggiunge la salsa, il prezzemolo, quindi si
mettono le uova dal lato dell'albume.Si cospargono di formaggio grattuggiato e fettine. Ricoprire con coperchio e cucinare per pochi minuti.
Sasizza a briganti
Per sei persone: 1 Kg di salsiccia.
Mettere una salsiccia in una padella e coprirla con acqua.
Non appena questa raggiunge il bollore pungere con una forchetta la
salsiccia in vari punti; quindi togliere l'acqua e fare friggere la salsiccia nel suo stesso grasso.
Carni chi i novi cosi
Per otto persone: 1 Kg di carne a fettine sottili, 2 limoni spremuti, 5 foglie di alloro, una presa di origano, 2 acciughe, 50 gr di burro, olio, sale, pepe q.b..
Soffriggere le fette di carne nell'olio con sale e burro.Sistemare in una terrina e aggiungere limone, alloro, origano acciughe, pepe e a poco a poco aggiungere l'acqua fino a cottura completa.
Farru
Simuluni(semola grossa), sugo di maiale o lardo, formaggio grattuggiato.
Versare a poco a poco in una pentola con acqua calda la semola e
rimescolare continuamente in modo da non creare grumi. Ottenuta una
certa densità, togliere dal fuoco e condire con sugo di maiale o lardo di maiale sciolto. Cospargere di formaggio.
Trambros
1 lt di vino, 1 Kg di zucchero, 1-2 limoni spremuti, 1 limoni a spicchi con tutta la buccia.
Fare bollire vino e zucchero per un'ora a fuoco lento. Aggiungere il sugo di limone e gli spicchi di limone, avendo cura di togliere i semi, mescolando continuamente fino a quando ricomincia l'ebollizione e tenerla circa 10 minuti. Si fa raffreddare. Quindi filtrare attraverso una garza bagnata. Mettere in piccoli stampi di alluminio e consumare dopo 15 giorni.
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